Gli attacchi di panico (detti anche crisi di panico) sono episodi di improvvisa ed intensa paura o di una rapida escalation dell’ansia normalmente presente.

Chi ha provato gli attacchi di panico li descrive come un’esperienza terribile, spesso improvvisa ed inaspettata, almeno la prima volta. E’ ovvio che la paura di un nuovo attacco diventa immediatamente forte e dominante.

Il singolo episodio, quindi, sfocia facilmente in un vero e proprio disturbo di panico, più per “paura della paura” che altro. La persona si trova rapidamente invischiata in un tremendo circolo vizioso che spesso si porta dietro la cosiddetta “agorafobia“. Ovvero l’ansia relativa all’essere in luoghi o situazioni dai quali sarebbe difficile o imbarazzante allontanarsi, o nei quali potrebbe non essere disponibile un aiuto, nel caso di un attacco di panico inaspettato.

Attacchi di panico sintomi

  • Palpitazioni, cardiopalma o tachicardia

  • Sudorazione

  • Brividi o vampate di calore

  • Paura di morire

  • Paura di perdere il controllo o di impazzire

  • Tremori fini o a grandi scosse

  • Sensazione di soffocamento

  • Dolore o fastidio al petto

  • Nausea o disturbi addominali

  • Paura di perdere il controllo o di impazzire

Attacchi di panico: cause

Il disturbo di panico si verifica in milioni di persone nel mondo ed è due volte più comune nelle donne rispetto agli uomini. Gli attacchi di panico di solito iniziano nell’adolescenza o nella prima età adulta, anche se non tutti coloro che sperimentano attacchi di panico sviluppano un disturbo di panico. Molte persone hanno un solo attacco e non ne hanno nessun un altro in seguito, altri invece continuano a sviluppare ulteriori sintomi. La ricerca suggerisce che la predisposizione a sviluppare attacchi di panico sembri essere ereditata.

Tra le cause più diffuse ci sono:

  • La predisposizione genetica
  • Lo stress
  • Le preoccupazioni circa la propria salute
  • Sentimenti spiacevoli causati, ad esempio, da problemi o difficoltà personali o professionali
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La paura della paura

Anche i pensieri si modificano durante un attacco di panico. Le persone che hanno un attacco di panico temono che accadrà loro qualcosa di grave. Pensano, ad esempio, che moriranno, che impazziranno, che faranno una figura terribile… Pensieri come: “Avrò un infarto”, “Ora svengo” o “Morirò” sembrano così reali nel momento dell’attacco di panico da far sì che alcune persone arrivino a chiamare l’autoambulanza o vadano in ospedale.

Dopo aver provato una volta la spiacevole esperienza di un attacco di panico, la persona colpita teme ovviamente che possa accadere di nuovo. Si innesca, dunque, un circolo vizioso che può trasformare il singolo attacco di panico in un vero e proprio disturbo di panico. Si apprende così ad avere “paura della paura”. Il paziente, infatti, ha un coinvolgimento attivo e determinante nell’insorgenza e nella persistenza dell’attacco.

Come combattere il panico

La Terapia Cognitivo Comportamentale è molto efficace nella cura degli attacchi di panico. Studi condotti in diversi paesi dimostrano che più dell’80% delle persone si libera degli attacchi di panico dopo un breve periodo di trattamento.

Nel corso della mia pratica clinica ho riscontrato per gli attacchi di panico 5 obiettivi principali:

  1. Spiegare i meccanismi che inducono, mantengono e alimentano il panico, per “sconfiggere un nemico” bisogna innanzitutto conoscerlo
  2. Scoprire e abbattere le fonti di Stress
  3. Aumentare la tolleranza all’ansia o al disagio, ad esempio con la Mindfulness, e ristabilire un senso di sicurezza, riducendo la sensibilità alle sensazioni fisiche (tachicardia, tremore, respiro corto, ecc.) o mentali (paura di impazzire, di morire, di perdere il controllo) rilevanti per l’insorgenza degli attacchi di panico
  4. Indebolire l’interpretazione catastrofica errata e gli schemi di minaccia, paura e pericolo sottostanti agli stati fisici o mentali
  5. Incrementare le capacità di rivalutazione cognitiva che portano all’adozione di una spiegazione alternativa realistica dei sintomi che causano paura o angoscia
  6. Eliminare l’evitamento e altri comportamenti disfunzionali di ricerca di sicurezza

Esercizi utili a contrastare l’ansia

  • Tecniche di respirazione

  • Allenati a “scacciare” i pensieri che ti opprimono: MINDFULNESS

  • Body scan: ci consente di tornare in pieno contatto col corpo

  • Training autogeno

  • Riconoscere la propria tendenza all’ansia e imparare a gestirla di conseguenza

Gli esercizi di respirazione antipanico, insieme a una buona psicoterapia, possono insegnare a gestire questo disturbo, senza l’utilizzo di farmaci e in tempi relativamente brevi, grazie alla pratica all’utilizzo della PSICOTERAPIA BREVE INTEGRATA.

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Written by : EnricoLombardi

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